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Lezione del  22/05/2002

Ancora dei triangoli: Giuseppe Terragni.

Si laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano, nel 1926.
Nella scuola milanese ogni anno si studiava uno stile, quello rinascimentale, quello barocco, quello medievale.
Lo stile medievale veniva studiato all'ultimo anno, in quanto esso è lo stile che si avvicina maggiormente a quello moderno.
Una corrente lavorava anche con il manierismo. Gli assistenti più audaci, tra i quali Terragni, prendevano esempio da Michelangelo.

"Vers un'architecture" di Le Corbusier è la bibbia della nuova architettura. Le Corbusier attrae molto gli architetti italiani. Richiama una memoria atavica della mediterraneità.

Partecipa con il Gruppo 7, di cui fa parte, ad un viaggio per vedere architetture nuove e razionaliste. Organizza la prima mostra dell' Architettura Razionale. Come il Fascismo porta una rivoluzione nella società, così il Razionalismo porta una rivoluzione nella cultura.

Il primo progetto che aderisce a questo credo è l' Officina del Gas. E' un'architettura industriale. In essa sono insite le operazioni di sollevazione, assemblaggio, incastro. Questo progetto aderisce a principi compositivi che derivano dal Costruttivismo russo, da Le Corbusier e da sè stesso, in quanto egli stesso è dotato di un talento naturale.

Il Novocomum è il primo edificio razionalista italiano, le sue caratteristiche sono:

Realizza un edificio monumentale, una torre per ricordare i caduti di Como. E' basato su un disegno di Marinetti che viene realizzato.

Ad un certo punto a Como si pensa di fare la Casa del Fascio , in una localizzazione particolare. Si trova a circa 200m dal Duomo. Appartiene ad un'area di espansione fuori dalle mura. Al Nord l'architettura è vista come un fatto artificiale, domina sulla natura. A Roma questo non c'è, è tutto più organico. Qui invece l'architettura vince anche quando la natura è così presente.
In questo progetto Terragni cerca di trovare una linea di tensioni opposte.
Infatti in un contesto così ricco sarebbe stato logico realizzare un'opera mimetica. Egli fa l'opposto ed inserisce un cubo, una figura astratta.
Deve celebrare il regime e decide di fare un'operazione del togliere.
C'è inoltre un contrasto tra statico e dinamico. Riesce a dare forza dinamica partendo da qualcosa di statico.
Crea un affiancamento verticale dei partiti decorativi. Il trattamento della facciata va sempre dal basso verso l'alto (si basa su una logica astratta, non c'è niente di esplicito che ci dica ciò).
L'idea modernista è un cubo sollevato, identico sui quattro lati (cfr. Villa Savoie). Invece in Terragni la facciata è basata su Michelangelo e Palladio. Riesce a raggiungere una certa aura simbolica.
Non si tratta di una tipologia a corte. Non lavora sulla corte, ma realizza una divisione in tre fasce. Realizza una sala di adunate. La parte centrale è quella fondamentale, che crea fluidità.

Progetta cinque case a Milano. Deve fare una serie di compromessi con una committenza molto attenta ad una serie di elementi pratici.
Si unisce a Lingeri e fonda uno studio di progettazione.

L'ultima casa è Casa Rustici a Corso Sempione. Fanno un'operazione volutamente contro la tipologia a corte, la casa ad isolato, simbolo della situazione dell' 800. E per questo si genera un rapporto conflittuale con il Comune.
Allo stesso tempo Terragni gioca con una serie di ambiguità. Fa il fatidico telaio che genera una serie di rapporti, in particolare evidenzia la quinta urbana. I due corpi sono uniti da una villa sul tetto.
Con quest'opera tentò di dare un modello urbano diverso.

A Milano fa una serie di progetti multidisciplinari.

Anche nell'asilo S. Elia abbiamo uno spazio tripartito. Lo spazio interno vibra in tutte le direzioni. E' un'opera estremamente emblematica.

Il 1937 è un anno particolare. Non si può più utilizzare il cemento armato dell'epoca moderna. Si usano materiali quali il marmo etc. Terragni aderisce a questo lessico più trilitico, ma senza aderire al linguaggio più neoclassico.

Il Danteum è un'architettura allegorica. Si pone il problema di come concepire la macchina edificio all'interno dell'interpretazione metaforica della Divina Commedia di Dante. Le colonne rappresentano per esempio il bosco di Dante. Abbiamo poi il Purgatorio ed il Paradiso.E' la Divina Commedia fatta architettura. E' un percorso spirituale. Rispetta l'idea di museo come percorso infinito di Le Corbusier, che non è detto che Terragni conoscesse.

Vai all'articolo di Antonino Saggio " Terragni e Lingeri. Convegni e case a Milano".

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